Premier League

Arsenal campione d’Inghilterra: Arteta spezza un lungo digiuno durato 22 anni

Scritto da Redazione, 20 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Arsenal, i Gunners conquistano il 14esimo titolo inglese con una giornata d'anticipo dopo il pareggio del City

L’Arsenal è tornato sul trono d’Inghilterra e lo ha fatto con una giornata d’anticipo, trasformando la vittoria per 1-0 sul Burnley nel passaggio (anche se non decisivo) verso il titolo. Il pareggio per 1-1 del Manchester City sul campo del Bournemouth ha reso campione la squadra di Mikel Arteta, consegnando ai Gunners la Premier League 2025/26 e il 14esimo campionato della loro storia nella massima divisione inglese.

Arteta autore di un capolavoro stagionale

Arteta autore di un capolavoro stagionale

La combinazione che ha chiuso la corsa al titolo si è completata sulla costa sud: il City aveva un solo risultato utile per rimandare ogni discorso all’ultima giornata, ma non è andato oltre il pari. Il Bournemouth è passato avanti con Eli Junior Kroupi nel primo tempo, poi Erling Haaland ha trovato l’1-1 nel recupero, troppo tardi per riaprire davvero la volata. Il distacco è rimasto di quattro punti, margine sufficiente per far partire la festa dell’Arsenal prima dell’ultimo turno.

Arteta cancella l’attesa e riscrive la storia recente

Il peso simbolico del trionfo è enorme perché l’ultimo campionato dell’Arsenal risaliva alla stagione 2003/04, quella degli Invincibili di Arsene Wenger. Arteta diventa così il primo tecnico dei Gunners a riportare a Londra il massimo titolo inglese dopo 22 anni e consolida un percorso iniziato nel dicembre 2019, quando prese una squadra ancora lontana dalla piena maturità competitiva. Per il club è anche il quarto successo nell’era Premier League, oltre che il 14esimo titolo complessivo nella massima serie.

Dalle delusioni al salto definitivo

La conquista della Premier League arriva dopo tre secondi posti consecutivi, una sequenza che aveva alimentato l’etichetta di squadra incompiuta. Questa volta, però, il gruppo ha retto la pressione quando il City ha provato a riavvicinarsi e ha risposto con una serie di vittorie pesanti, accompagnate da una fase difensiva molto solida. Il titolo non nasce da una sola notte, ma da una continuità costruita per mesi e dalla capacità di non crollare nei passaggi in cui il passato recente poteva tornare a pesare.

Una squadra meno spettacolare, ma più adulta nel carattere (e nel gioco)

La firma del successo è stata collettiva. I gol sono stati distribuiti tra più protagonisti, con Viktor Gyokeres indicato come miglior marcatore della squadra in campionato e contributi regolari di Bukayo Saka, Eberechi Eze, Leandro Trossard, Martin Zubimendi, Declan Rice e Mikel Merino. Alle loro spalle, David Raya ha confermato il proprio rendimento con il terzo Golden Glove consecutivo, protetto da una linea difensiva in cui Gabriel e William Saliba sono rimasti riferimenti centrali.

La festa di Londra nord

Il fischio finale di Bournemouth-City ha acceso immediatamente la festa. I giocatori e lo staff si erano riuniti nel centro sportivo dell’Arsenal per seguire la partita, mentre i tifosi hanno riempito le strade attorno all’Emirates Stadium tra cori, fumogeni e marce spontanee verso lo stadio. Declan Rice ha celebrato il momento sui social, Wenger ha partecipato con un messaggio video e anche Keir Starmer, tifoso dei Gunners, ha salutato pubblicamente il ritorno in vetta del club.

Ora il titolo può diventare doppio sogno

L’ultima giornata, sul campo del Crystal Palace, sarà ormai una passerella da campioni, con la consegna del trofeo destinata a chiudere il percorso nazionale. Ma la stagione dell’Arsenal non è ancora finita: il 30 maggio i Gunners affronteranno il Paris Saint-Germain nella finale di Champions League a Budapest, con la possibilità di inseguire il primo trionfo europeo nella massima competizione e trasformare un’annata già storica in qualcosa di ancora più raro.

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