Caos dopo Roma-Atalanta: la denuncia della Roma contro Percassi, indaga la Procura Figc
La Roma denuncia un’aggressione verbale contro il ds D’Amico, l’Atalanta respinge le accuse: Giuseppe Chiné dovrà ricostruire quanto accaduto all’Olimpico.
Roma-Atalanta non si è chiusa al fischio finale del 2-1 maturato il 5 settembre 2026. Nel post-partita è esploso il caso che coinvolge Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, e Tony D’Amico, direttore sportivo della Roma ed ex dirigente nerazzurro. La società dei Friedkin ha definito «inaccettabile» il comportamento tenuto da Percassi nei confronti del proprio dirigente e ha annunciato l’intenzione di sottoporre l’accaduto agli organi della giustizia sportiva.

Caos dopo Roma-Atalanta: la denuncia della Roma contro Percassi, indaga la Procura Figc
La ricostruzione della Roma parla di un’aggressione verbale iniziata dopo la partita, quando Percassi avrebbe affrontato D’Amico nel contesto dello stadio Olimpico. Il direttore sportivo giallorosso, sempre secondo la versione del club, avrebbe evitato di reagire e avrebbe cercato di allontanarsi. La situazione, però, sarebbe proseguita anche nella zona dei parcheggi, dove si sarebbe reso necessario prima l’intervento degli steward e poi quello delle forze dell’ordine. Il contesto personale rende il caso più delicato. D’Amico ha lasciato l’Atalanta per assumere l’incarico nella Roma, dopo una fase nella quale il club bergamasco aveva ingaggiato Cristiano Giuntoli senza liberare immediatamente il dirigente. La conclusione del rapporto, avvenuta nella primavera del 2026, non sarebbe stata serena. È questo il precedente che, secondo la ricostruzione riportata, avrebbe pesato sul confronto avvenuto al termine della gara.
La posizione della Roma e la replica dell’Atalanta
La Roma ha espresso pieno sostegno a D’Amico, sottolineando la correttezza del direttore sportivo e il fatto che non avrebbe reagito alle parole rivoltegli. Nel comunicato, il club giallorosso ha parlato di un comportamento «inaccettabile» da parte dell’amministratore delegato dell’Atalanta e ha precisato che avrebbe rimesso la vicenda agli organi competenti per le opportune valutazioni. Non si tratta quindi soltanto di un confronto interno tra dirigenti: la società ha scelto di trasformare pubblicamente l’episodio in una questione da sottoporre alla giustizia sportiva. L’Atalanta ha risposto respingendo con fermezza le valutazioni della Roma nei confronti di Percassi. Dopo una prima lettura dell’episodio come un semplice diverbio, il club nerazzurro ha chiarito di essere disponibile a ogni necessario confronto con gli organi della giustizia sportiva, con l’obiettivo di verificare le circostanze richiamate dalla società giallorossa. Le due versioni restano dunque contrapposte: la Roma parla di un’aggressione verbale, mentre l’Atalanta sostiene che i fatti si sarebbero svolti in modo diverso.
La Procura federale apre il fascicolo
Il passaggio successivo è già arrivato: la Procura federale della Figc ha aperto un fascicolo sull’accaduto. Il procuratore Giuseppe Chiné dovrà valutare gli elementi disponibili e ricostruire quanto avvenuto nel post-partita, nel tunnel e nella zona della tribuna Monte Mario. Gli ispettori federali non erano presenti al momento dei fatti, e proprio per questo l’istruttoria dovrà basarsi sulle ricostruzioni dei protagonisti, sui comunicati dei club e sugli eventuali elementi raccolti successivamente. Il fascicolo non equivale a una decisione sulle responsabilità. Il compito della Procura sarà accertare la dinamica e stabilire se esistano profili rilevanti per la giustizia sportiva. Per farlo, Chiné potrebbe ascoltare direttamente Percassi e D’Amico, oltre a raccogliere le informazioni utili sulla sequenza degli episodi. Il nodo principale resta il grado di intensità del confronto e ciò che sarebbe accaduto nei diversi punti dell’impianto, dal tunnel fino all’area esterna dello stadio. La vicenda arriva in un clima già teso per il finale della partita, vinta dalla Roma in rimonta. A gara conclusa era stato espulso anche Gaetano, mentre la squadra di Sarri aveva protestato per la durata del recupero concesso dall’arbitro. Le tensioni sul campo hanno così trovato una coda fuori dal terreno di gioco, con il risultato sportivo passato in secondo piano rispetto al confronto tra i due dirigenti e alla successiva presa di posizione ufficiale delle società. Per Roma e Atalanta, quindi, il caso non è più soltanto una disputa comunicativa. Entrambi i club hanno dichiarato di voler affrontare la questione davanti agli organi competenti, ma con posizioni opposte sul comportamento di Percassi e sulla dinamica del confronto con D’Amico. Ora la Procura federale dovrà verificare le circostanze richiamate nei comunicati e definire, sulla base degli elementi raccolti, se il fascicolo porterà a ulteriori provvedimenti oppure resterà limitato all’accertamento dei fatti.
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