Stadio Torino, Cairo accelera: il Comune apre al piano per Olimpico e Robaldo
Il club granata ha avviato l'iter per una proposta di partenariato pubblico-privato sugli impianti cittadini.
Il Torino ha compiuto il primo atto formale sul dossier stadio, trasformando mesi di attesa in una mossa amministrativa concreta. La societa’ granata ha depositato alla Citta’ di Torino una manifestazione di interesse preliminare, passaggio propedeutico alla possibile presentazione di una proposta di partenariato pubblico-privato per lo sviluppo dello Stadio Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo. Non e’ ancora il progetto definitivo, ma e’ il segnale che Urbano Cairo ha deciso di entrare nella fase operativa.

Il Comune prende atto e attende il progetto
Il comunicato di Palazzo Civico chiarisce il perimetro della vicenda: l’amministrazione comunale ha preso atto della comunicazione ricevuta e si e’ detta disponibile a valutare la proposta che il Torino FC dovra’ eventualmente presentare. Il sindaco Stefano Lo Russo ha collegato la novita’ al percorso che ha portato a liberare l’impianto da un’ipoteca ventennale e ha indicato l’inserimento del Robaldo come un elemento particolarmente significativo dentro una visione piu’ ampia di citta’ dello sport.
Il punto centrale e’ che la formula indicata non coincide, almeno in questa fase, con un acquisto diretto dello stadio. La strada descritta dalle fonti porta verso una finanza di progetto: il club elabora un piano, il Comune lo valuta secondo le norme e l’eventuale accordo potrebbe legare investimenti, gestione degli impianti e valorizzazione dell’area. Per questo la manifestazione di interesse non chiude il dossier, ma apre un iter nel quale tempi, costi e contenuti dovranno essere messi nero su bianco.
Il ruolo del Politecnico e il piano sugli impianti
Nella costruzione della proposta entra anche il Politecnico di Torino, con un protocollo d’intesa finalizzato alla redazione di un progetto di valorizzazione dell’Olimpico Grande Torino e del Centro Sportivo Robaldo. La collaborazione con l’ateneo serve al club per dare solidita’ tecnica a un piano che, secondo quanto emerso, dovrebbe riguardare non solo i due impianti sportivi, ma anche i territori circostanti in un disegno di riqualificazione piu’ largo.
Cairo ha presentato l’avvio della procedura come un passaggio atteso e coerente con l’iter previsto dalla Legge Stadi, sottolineando il valore della collaborazione con il Politecnico. Il messaggio politico-sportivo e’ abbastanza chiaro: il Torino vuole accreditarsi non piu’ soltanto come utilizzatore dell’impianto, ma come soggetto capace di proporre un intervento sostenibile per societa’, tifosi e citta’. Resta pero’ da verificare la sostanza del piano, perche’ il comunicato apre la porta ma non contiene ancora il progetto completo.
La scadenza della concessione aumenta la pressione
La mossa arriva in un contesto nel quale il tempo pesa. La concessione dello stadio e’ indicata in scadenza al 31 dicembre 2026, mentre il club deve avere certezze sull’impianto da utilizzare per le partite interne della prossima stagione. Proprio per questo la manifestazione di interesse assume un valore che va oltre il documento tecnico: consente di riaprire il tavolo con il Comune e, in prospettiva, di evitare che il futuro dell’Olimpico resti bloccato tra proroghe, ipotesi di vendita e soluzioni provvisorie.
Per i tifosi granata, abituati a una lunga discussione sullo stadio, la novita’ non equivale ancora alla svolta definitiva ma cambia il quadro. Il Torino ha messo agli atti una disponibilita’ formale, il Comune ha risposto con apertura e il Robaldo entra nel discorso come parte di un sistema infrastrutturale piu’ ampio. La prossima verifica sara’ la proposta vera e propria: solo li’ si capira’ se questa accelerazione restera’ un atto preliminare o diventera’ il primo mattone del nuovo futuro granata.
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