Lo sprofondo

Bari senza scatto al Partenio: il 2-0 di Avellino apre il baratro Serie C

Scritto da Redazione, 25 Aprile 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Besaggio e Palumbo affondano i biancorossi, ora vicinissimi alla zona più buia.

Il Bari è uscito dal Partenio-Lombardi con addosso il peso di una sconfitta che non assomiglia a un semplice incidente di percorso. Il 2-0 incassato dall’Avellino nella 36esima giornata di Serie B ha certificato una crisi ormai profonda, perché al risultato negativo si è aggiunta una prestazione povera di energia, di idee e soprattutto di reazione emotiva. In una serata che chiedeva carattere, i biancorossi hanno dato l’impressione di subire il momento invece di provare a ribaltarlo.

La partita si è decisa nella ripresa, ma la direzione della serata era già leggibile prima dell’intervallo. L’Avellino ha costruito le occasioni migliori, ha costretto Cerofolini a tenere in piedi il risultato e al 67 minuto ha trovato il vantaggio con Michele Besaggio. Al 79 minuto Martin Palumbo ha chiuso i conti da centro area su assist di Favilli, trasformando il predominio irpino in un punteggio netto e lasciando il Bari senza strumenti concreti per rientrare.

La fotografia tecnica di una squadra svuotata

Il dato più duro della notte non è soltanto il punteggio, ma l’assenza totale di pericolosità reale: il Bari ha chiuso senza tiri nello specchio, mentre l’Avellino ha prodotto sei conclusioni in porta e diciotto tentativi complessivi. Anche il possesso ha premiato i padroni di casa, capaci di controllare ritmo e campo senza essere costretti a difendere un assalto finale. La squadra di Longo ha provato a cambiare assetto e uomini, ma l’ingresso di forze fresche non ha modificato l’inerzia.

La scelta iniziale era stata un 3-4-2-1, con Cerofolini alle spalle di Mantovani, Odenthal e Nikolaou, Braunoder e Maggiore in mediana, Mane e Piscopo sulle corsie, Dorval e Rao a sostegno di Moncini. La formula, però, non ha restituito né protezione piena né presenza offensiva. Nel secondo tempo sono entrati De Pieri, Gytkjaer, Cuni, Bellomo e Artioli, ma il Bari è rimasto prigioniero della stessa fragilità: poca pulizia nell’uscita, poche connessioni, pochissimo peso negli ultimi metri.

La classifica ora fa davvero paura

Il ko di Avellino pesa soprattutto perché arriva nella fase in cui non è più possibile nascondersi dietro il calendario. Il Bari resta a 34 punti, con la Virtus Entella a quota 36 e il gruppo formato da Pescara, Spezia e Reggiana a 33 in attesa dei rispettivi impegni. Il rischio concreto è ritrovarsi risucchiati ancora più in basso, persino in fondo alla classifica, quando mancano soltanto due giornate al termine della stagione regolare.

La caduta del Partenio si inserisce in una striscia allarmante: terza sconfitta consecutiva e quinta nelle ultime sei partite. Il ritiro non ha prodotto lo scatto atteso, la vigilia blindata non ha liberato la squadra e anche il silenzio stampa scelto dopo il match racconta il clima pesante attorno al gruppo. Secondo le indiscrezioni raccolte da TuttoMercatoWeb, la posizione di Moreno Longo è tornata sotto osservazione, con la società chiamata a valutare sviluppi immediati in una situazione ormai d’emergenza.

L’Avellino sorride, il Bari resta nel buio

Dall’altra parte il contrasto è stato evidente. L’Avellino di Ballardini ha vinto e convinto, sfruttando il fattore campo e una ripresa giocata con maggiore convinzione nei momenti decisivi. Per gli irpini il successo significa continuità, clean sheet e una spinta importante nella corsa playoff, oltre alla soddisfazione di aver trasformato una sfida carica di rivalità in una festa del Partenio. Il Bari, invece, ha lasciato Avellino con l’immagine di una squadra incapace di reggere l’urto tecnico ed emotivo della serata.

Gli ultimi 180 minuti non ammettono più alibi

Ora il calendario mette davanti al Bari due partite che valgono più di una semplice chiusura di campionato: la sfida interna con la Virtus Entella e poi l’ultimo appuntamento contro il Catanzaro. Ma il punto non è più soltanto aritmetico. La squadra deve ritrovare prima di tutto una traccia emotiva, perché la salvezza non si costruisce con la speranza nei passi falsi altrui se manca la capacità di produrre una reazione propria. Il Partenio ha lasciato una sentenza provvisoria ma pesantissima: senza una svolta immediata, la Serie C non è più un’ombra lontana.

Potrebbe interessarti anche: