Inter, scudetto rinviato: quando può arrivare il titolo dopo il poker del Napoli
La vittoria azzurra sposta il primo match point nerazzurro: la quota decisiva resta a portata già alla prossima giornata.
Il Napoli ha battuto la Cremonese 4-0 e ha tolto all’Inter la possibilità di chiudere il discorso scudetto già nel fine settimana della trasferta con il Torino. Il successo degli azzurri al Maradona ha portato la squadra di Antonio Conte a quota 69 punti, nove in meno dei nerazzurri, che restano primi a 78 ma con la partita della 34esima giornata ancora da giocare. Il Milan, a sua volta, è fermo a 66 con la sfida contro la Juventus da disputare.
Perché la festa non può arrivare già contro il Torino
Anche una vittoria dell’Inter in casa del Torino non basterebbe per assegnare aritmeticamente il titolo, perché i nerazzurri salirebbero a 81 punti e il Napoli, avendo ancora quattro gare da disputare dopo il match con la Cremonese, potrebbe teoricamente raggiungere la stessa quota. In caso di arrivo a pari punti in vetta è previsto lo spareggio scudetto, dettaglio che impedisce di considerare chiusa la corsa già alla 34esima giornata. Lo stesso ragionamento tiene aperta anche la posizione del Milan, se i rossoneri vincessero tutte le partite rimaste.
Il conteggio resta comunque favorevolissimo alla squadra di Cristian Chivu. All’Inter servono quattro punti nelle prossime cinque partite per eliminare ogni rischio aritmetico e arrivare a quota 82, soglia non più raggiungibile da Napoli e Milan. Tradotto: se i nerazzurri vincono contro il Torino, contro il Parma sarà sufficiente un pareggio per festeggiare davanti al proprio pubblico, senza dover guardare ai risultati delle inseguitrici.
La prima data utile è la 35esima giornata
Il primo vero match point diventa quindi quello della 35esima giornata, con Inter-Parma in programma domenica 3 maggio alle 20.45. Prima, però, giocheranno le due rivali: il Napoli sarà ospite del Como sabato 2 maggio alle 18, mentre il Milan andrà sul campo del Sassuolo domenica alle 15. Se entrambe dovessero perdere, l’Inter potrebbe ritrovarsi campione d’Italia ancora prima di scendere in campo contro i ducali, scenario limite ma matematicamente possibile.
C’è anche una combinazione meno lineare: se l’Inter non dovesse raccogliere quattro punti tra Torino e Parma, il titolo potrebbe comunque arrivare alla 35esima giornata a determinate condizioni. Ai nerazzurri servirebbero almeno due punti complessivi nelle due gare e, contemporaneamente, il Napoli non dovrebbe vincere a Como e il Milan non dovrebbe ottenere sei punti tra Juventus e Sassuolo. In quel caso la quota delle inseguitrici non sarebbe più sufficiente per rimettere in discussione il primato.
Il calendario che può chiudere la corsa
Il percorso dell’Inter, dopo Torino e Parma, prevede la trasferta contro la Lazio nel weekend del 9-10 maggio, poi la gara interna con il Verona e la chiusura sul campo del Bologna. Il Napoli, invece, dopo il Como dovrà affrontare Bologna, Pisa e Udinese; il Milan, dopo Juventus e Sassuolo, avrà Atalanta, Genoa e Cagliari. La struttura del calendario rende evidente il vantaggio nerazzurro: Chivu può ancora dipendere solo dai propri risultati e ha più di una porta aperta per blindare il titolo.
La vittoria del Napoli contro la Cremonese, firmata da una prestazione larga e convincente, ha avuto soprattutto un effetto simbolico e aritmetico: ha rimandato la festa dell’Inter e ha tenuto viva almeno sulla carta la corsa. Gli azzurri hanno risposto dopo il ko con la Lazio, ma la distanza dalla vetta resta ampia e obbliga Conte a vincere sempre, sperando in più frenate nerazzurre. Per questo il campionato non è ancora chiuso nei numeri, ma resta fortemente indirizzato nella sostanza.
In sintesi, l’Inter non può più laurearsi campione d’Italia già a Torino, ma può farlo una settimana dopo. La via più semplice è raccogliere quattro punti tra Torino e Parma; quella alternativa passa dagli inciampi contemporanei di Napoli e Milan. La sensazione è che la squadra di Chivu abbia ormai il titolo nelle proprie mani, ma la matematica impone ancora un ultimo passaggio prima di trasformare il conto alla rovescia in festa.
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