Viola d’Inghilterra

Un Tottenham in crisi di risultati chiama Tudor per la panchina, è lui il nuovo allenatore

Scritto da Alberto Bencivenga, 14 Febbraio 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

La scelta di virare su Tudor nasce dall’addio a Thomas Frank: il club inglese lotta infatti per non retrocedere ed ha abbassato notevolmente gli obiettivi stagionali

Tudor nuovo allenatore degli Spurs

Tudor nuovo allenatore degli Spurs

Igor Tudor rimette il giubbotto da allenatore e riaccende i motori, lasciando definitivamente l’Italia. Dopo mesi senza panchina, l’ex tecnico della Juventus – un grande amore finito male, se così si può dire – ha siglato in maniera lampo l’accordo con il Tottenham Hotspur e riparte da Londra: una scelta netta, dentro la Premier e dentro un contesto che non concede margini d’errore. L’intesa è chiara anche nei tempi: incarico “a termine”, con contratto fino al termine della stagione, quindi fino a giugno 2026.

Il cambio in casa Spurs nasce da una separazione ufficiale ritenuta inevitabile data la grande crisi di risultati. Il Tottenham ha infatti deciso di voltare pagina dopo Thomas Frank, annunciando l’addio in settimana. Nella comunicazione del club viene spiegato che il progetto avviato con la nomina di giugno 2025 avrebbe meritato continuità e sostegno, ma l’andamento recente tra risultati e prestazioni ha spinto il board a intervenire nel pieno della stagione.

La fotografia della classifica spiega il resto. Tudor si troverà davanti una squadra precipitata al 16° posto, con la linea rossa più vicina del previsto: cinque punti di vantaggio sulla zona retrocessione, un margine che non permette pause. La scelta di cambiare guida tecnica arriva dopo settimane complicate, raccontate come un periodo avaro di soddisfazioni: una sola vittoria nelle ultime undici partite, con l’ultimo stop maturato contro il Newcastle United.

Il calendario poi non fa sconti – Il debutto indicato per Tudor è già un esame pesante, perché al primo giro si passa dal campo d’allenamento al derby del Nord di Londra: Tottenham-Arsenal è fissata per il 22 febbraio 2026, la buona notizia è la pausa di campionato di questa settimana. L’idea è averlo subito al lavoro, in tempo per dirigere i primi allenamenti della settimana e provare a incidere in fretta su testa e struttura della squadra.

Tudor porta con sé un percorso costruito in diverse piazze e un’etichetta precisa: calcio intenso, aggressivo, ad alto ritmo. L’ultima tappa è stata la Juventus, chiusa a fine ottobre 2025: il club bianconero lo ha esonerato dopo una serie negativa, otto partite di fila senza vittorie. Nel suo cammino da allenatore compaiono anche esperienze con Hajduk Split, Galatasaray, Udinese, Hellas Verona, Olympique de Marseille e Lazio.

Si spera in una squadra più verticale, con pressione più cattiva e attenzione a organizzazione e compattezza. In Inghilterra circola anche l’ipotesi di un 3-4-2-1, un’idea già associata al suo modo di interpretare l’equilibrio difensivo. Dentro lo spogliatoio, un dettaglio può aiutare: Tudor conosce già Dejan Kulusevski e Rodrigo Bentancur, avendoli incrociati alla Juventus quando faceva parte dello staff di Andrea Pirlo. Ma l’avvio non sarà in discesa, perché l’elenco delle assenze pesa: James Maddison, Richarlison e lo stesso Kulusevski risultano indisponibili, mentre il capitano Cristian Romero è indicato come sospeso.

Non c’è solo la lotta per respirare in campionato – Il Tottenham è qualificato agli ottavi di UEFA Champions League dopo aver chiuso la fase campionato nelle posizioni alte, e aspetta di scoprire l’avversaria che uscirà dai playoff. Tra i possibili incroci vengono citati Juventus, Atletico Madrid, Club Brugge e Galatasaray: un ventaglio che alza ulteriormente il livello di pressione e richiede subito ordine, identità e risultati.

L’operazione, in ogni caso, è attesa come una soluzione temporanea. Tudor sarà un traghettatore fino al termine della stagione, mentre la scelta dell’allenatore “di lungo periodo” viene rimandata all’estate: circolano altri nomi per il futuro, come Mauricio Pochettino e Roberto De Zerbi, oltre ad altri tecnici monitorati in Premier. Ma l’elenco degli svincolati è lungo, da Zidane a Motta, Amorim e Xavi.

La classifica di Premier League al 16 febbraio 2026

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Il parallelo con la Fiorentina – A metà febbraio 2026, sono diverse le squadre di grande tradizione o con un bacino importante risultano coinvolte nella lotta salvezza, anche se il fenomeno non appare diffuso in modo generalizzato. In Premier League, oltre al Tottenham, il West Ham United è in piena zona retrocessione, con Nottingham Forest e Burnley nelle immediate vicinanze. In Liga, il Valencia risulta appena sopra la zona calda, con un margine minimo sul Rayo Vallecano. In Bundesliga, il Werder Brema è la formazione più “storica” tra quelle a rischio, in posizione di spareggio, con St. Pauli e Heidenheim che completano la parte bassa. In Ligue 1, la zona calda comprende Nantes e Metz, con Auxerre poco sopra.

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