Europei di Parigi, Italia ambiziosa: Razzetti e le staffette aprono la sfida, Quadarella e Pilato inseguono il rilancio
La Nazionale azzurra schiera 48 convocati agli Europei di Parigi: riflettori su Razzetti, sulle staffette e sul rilancio di Quadarella e Pilato.
Gli Europei di nuoto di Parigi, in programma dal 10 al 16 agosto 2026, aprono una settimana ad alta densità per l’Italia. La Nazionale si presenta con 48 convocati, 26 uomini e 22 donne, e con un gruppo costruito per competere su più fronti: Alberto Razzetti nelle prove individuali, le staffette a stile libero e miste, il mezzofondo di Simona Quadarella e la rana di Benedetta Pilato. L’obiettivo è trasformare la profondità della squadra in un medagliere consistente, senza affidare tutto a un solo nome.

Gli Europei di nuoto di Parigi, in programma dal 10 al 16 agosto 2026, aprono una settimana ad alta densità per l’Italia. La Nazionale
Il primo riferimento tecnico è Razzetti, qualificato nei 100 farfalla, nei 200 farfalla e nei 200 misti. È il programma che meglio rappresenta la sua versatilità: velocità pura nella farfalla breve, gestione del ritmo nei 200 e capacità di distribuire lo sforzo nei misti. Per l’azzurro, la chiave sarà arrivare alle finali con margine sufficiente per sostenere una settimana che può prevedere anche il coinvolgimento nelle staffette. La sua presenza offre all’Italia un atleta capace di spostare gli equilibri in tre gare diverse.
Le staffette rappresentano il secondo asse della spedizione. La Federazione ha definito i criteri per completare le formazioni a stile libero utilizzando anche i risultati ottenuti nelle finali A del Settecolli 2026, dopo i tempi registrati agli Assoluti. La selezione non riguarda quindi soltanto i nomi più conosciuti, ma la combinazione tra tempi individuali, affidabilità del cambio e condizione nella giornata della gara. Alessandro Miressi, Leonardo Deplano, Manuel Frigo, Filippo Megli e le velociste azzurre costituiscono una base competitiva, con Sara Curtis tra le novità più attese.
Il tema della velocità non si esaurisce nelle staffette. Il settore maschile può contare su Thomas Ceccon, Nicolò Martinenghi, Simone Cerasuolo e Alessandro Miressi, mentre al femminile Silvia Di Pietro, Costanza Cocconcelli, Chiara Tarantino e Curtis ampliano le opzioni per le prove di squadra. La profondità permette al direttore tecnico Cesare Butini di valutare la distribuzione degli impegni, soprattutto nelle giornate in cui le finali individuali e le staffette si sovrappongono. In una rassegna continentale, la differenza può arrivare dalla qualità della seconda scelta, non soltanto dalla punta.
Quadarella e Pilato cercano il rilancio
Quadarella arriva all’appuntamento con un programma concentrato sul mezzofondo: 400, 800 e 1500 stile libero. La romana ha costruito agli Assoluti una tripletta che le ha garantito il pass europeo e ora cerca riscontri su una distanza internazionale, dove la gestione del passo e la tenuta nell’ultima parte sono decisive. Il suo rendimento sarà osservato soprattutto sugli 800 e sui 1500, gare nelle quali l’Italia punta da anni su una presenza stabile ai vertici. Il margine rispetto alle avversarie si misura meno nella partenza che nella capacità di mantenere ritmo e frequenza negli ultimi 300 metri.
Per Pilato, invece, Parigi è un’occasione di riscatto dopo una stagione nella quale i risultati non hanno sempre restituito il livello delle sue potenzialità. La tarantina è iscritta ai 50 rana, la distanza che valorizza maggiormente la sua velocità di base e la capacità di tenere alta la frequenza. In una prova così breve, partenza, subacquea e arrivo incidono più della gestione tattica: pochi centesimi possono modificare l’accesso alla finale e l’ordine del podio. Il confronto sarà anche con una concorrenza europea abituata a gare molto compatte.
Una squadra profonda per il medagliere
La squadra azzurra non si limita ai nomi già affermati. Il contingente comprende giovani come Curtis, Carlos D’Ambrosio e Alessandro Ragaini, insieme a un gruppo esperto che comprende Gregorio Paltrinieri, Ceccon e Martinenghi. Questa combinazione consente di distribuire responsabilità e di mantenere competitività anche nelle gare con più turni. Per i debuttanti o per gli atleti in crescita, il passaggio più importante sarà la gestione del contesto: batterie al mattino, semifinali e finali ravvicinate, con la necessità di recuperare rapidamente tra una prova e l’altra.
Il calendario assegna dunque un peso immediato alle prime giornate, quando l’Italia dovrà verificare lo stato di forma dei suoi principali interpreti e iniziare a costruire il bilancio delle staffette. La rassegna di Parigi arriva quattro anni dopo gli Europei di Roma 2022 e segna il ritorno della Nazionale nella vasca lunga continentale con un gruppo numeroso e trasversale. Le scelte delle formazioni, soprattutto nelle prove a stile libero, saranno un indicatore concreto delle ambizioni azzurre.
Razzetti e le staffette per partire forte
Il prossimo sviluppo sarà quindi già nelle batterie del 10 agosto, con l’Italia chiamata a dare una prima misura delle proprie gerarchie. Razzetti dovrà confermare la sua centralità nelle specialità individuali, Quadarella e Pilato trasformare la voglia di riscatto in prestazioni cronometrate, mentre le staffette dovranno dimostrare di avere non soltanto nomi competitivi ma anche cambi e ordine di gara all’altezza. Il percorso verso il medagliere passerà da qui: dalla capacità di sommare punti e finali, evitando di disperdere il potenziale del gruppo.
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