Il fronte contro Infantino

Rivolta contro Infantino, l’Inghilterra ritira il sostegno alla rielezione e si valutano “tornei alternativi”

Scritto da Gennaro Manzari, 11 Agosto 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Uefa, Concacaf e Afc valutano anche competizioni alternative dopo lo scontro sul progetto Fifa per i diritti del Mondiale

Dall’Inghilterra arriva un nuovo sviluppo nella rivolta contro Gianni Infantino. La Football Association ha ritirato il proprio sostegno alla rielezione del presidente della Fifa e, insieme a Uefa, Concacaf e Confederazione asiatica, sta valutando la possibilità di organizzare competizioni alternative nel caso in cui lo scontro sul futuro del calcio internazionale dovesse trasformarsi in una rottura definitiva.

Dall’Inghilterra arriva un nuovo sviluppo nella rivolta contro Gianni Infantino.

Dall’Inghilterra arriva un nuovo sviluppo nella rivolta contro Gianni Infantino.

Il conflitto nasce dal progetto con cui Infantino aveva provato a coinvolgere investitori privati nei diritti commerciali della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa. L’operazione prevedeva la cessione di quote di una società incaricata di gestire quei ricavi, con la federazione internazionale intenzionata a mantenere il controllo sulle decisioni sportive e sulla governance. La proposta è stata però accolta da una reazione fortemente negativa da parte delle principali confederazioni.

Uefa, Concacaf e Afc hanno accusato la Fifa di aver agito senza un confronto adeguato con le confederazioni e di aver compromesso il rapporto di fiducia tra gli organismi del calcio mondiale. L’organo europeo ha parlato di un progetto concepito in segreto e portato vicino all’approvazione senza una consultazione significativa delle federazioni nazionali. La reazione ha costretto Infantino a ritirare il piano, ma non ha chiuso la crisi politica.

L’Inghilterra cambia fronte e ritira il sostegno

L’Inghilterra è diventata uno dei centri della contestazione. La federazione inglese aveva inizialmente sostenuto la candidatura di Infantino, ma ha successivamente cambiato posizione. La scelta rappresenta un passaggio rilevante perché arriva da una delle federazioni più influenti d’Europa e si inserisce in un fronte che comprende anche la Norvegia e altri dirigenti continentali contrari alla conferma del presidente Fifa alle elezioni previste nel marzo 2027.

Secondo le ricostruzioni provenienti dall’Inghilterra, i contatti tra Uefa e federazioni alleate non riguarderebbero soltanto un possibile boicottaggio delle competizioni Fifa. Sul tavolo ci sarebbe anche l’ipotesi di garantire alle nazionali un calendario internazionale alternativo, con tornei di alto livello organizzati fuori dall’orbita della federazione mondiale. Le discussioni sarebbero ancora preliminari: non esiste, al momento, un format definitivo né un calendario ufficiale.

Una delle idee richiamate nelle ricostruzioni è quella di una competizione alternativa per le nazionali, indicata in passato con il nome di lavoro Global Nations League. Il progetto, secondo quanto riportato, sarebbe stato elaborato da Uefa già diversi anni fa e avrebbe ricevuto forme di sostegno iniziale anche da Concacaf e Afc. Non si tratta però di un torneo già approvato: l’ipotesi viene considerata come una delle opzioni da valutare qualora il confronto con Infantino non trovasse una soluzione politica.

Il possibile boicottaggio del Mondiale resta il principale strumento di pressione. Uefa ha già discusso l’eventualità di non partecipare alle competizioni Fifa se il progetto di apertura ai capitali privati fosse stato confermato. Un’assenza delle federazioni europee avrebbe conseguenze sportive e commerciali immediate, considerando il peso delle nazionali del continente, ma richiederebbe una scelta coordinata da parte delle 55 associazioni affiliate alla Uefa.

La Fifa, dal canto suo, ha sostenuto che il piano avrebbe lasciato intatti il controllo istituzionale e le decisioni sportive. La pressione internazionale ha comunque prodotto il ritiro della proposta e ha aperto una fase di confronto più ampia sulla gestione dei ricavi, sulla trasparenza dei processi decisionali e sulla leadership di Infantino. Il presidente resta candidato alla rielezione, ma non può più contare sul sostegno compatto che sembrava accompagnarlo prima dell’estate.

La rottura sul progetto per privatizzare i ricavi Fifa

Il nodo adesso è duplice: da una parte capire se la Fifa riuscirà a ricostruire il rapporto con le confederazioni, dall’altra verificare quanto il fronte anti-Infantino sarà in grado di trasformare la protesta in una strategia comune. L’Inghilterra ha già preso posizione e Uefa, Concacaf e Afc hanno mostrato una convergenza senza precedenti sul piano contestato. I tornei alternativi restano un’ipotesi, ma il confronto sul governo del calcio mondiale è ormai entrato nella campagna per la presidenza Fifa.

Potrebbe interessarti anche: