Fine di un’era

Ausilio lascia l’Inter dopo 28 anni: Baccin promosso alla guida dell’area sportiva

Scritto da Michael Sousa, 4 Settembre 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

La separazione è ufficiale: Dario Baccin assume il ruolo di Chief Sport Officer nerazzurro

Piero Ausilio lascia l’Inter dopo 28 anni. La separazione è stata ufficializzata il 2 settembre 2026, subito dopo la conclusione della sessione estiva di calciomercato, con una risoluzione consensuale del rapporto. Contestualmente, il club nerazzurro ha affidato a Dario Baccin il ruolo di Chief Sport Officer, la funzione che raccoglie le responsabilità dell’area sportiva e sostituisce di fatto Ausilio nella gestione dirigenziale della prima squadra.

Piero Ausilio lascia l’Inter dopo 28 anni.

Piero Ausilio lascia l’Inter dopo 28 anni.

La separazione dopo il mancato accordo sul rinnovo

Il comunicato dell’Inter ha definito l’addio come una decisione presa di comune accordo. Ausilio, il cui contratto sarebbe scaduto nel giugno 2027, ha salutato il club con un messaggio rivolto alla società e ai tifosi, descrivendo l’Inter come una seconda pelle e ricordando il percorso compiuto in quasi tre decenni. Il dirigente ha lasciato il ruolo dopo una permanenza iniziata alla fine degli anni Novanta e sviluppatasi attraverso incarichi sempre più importanti.

La conclusione del rapporto è arrivata dopo il mancato accordo sul rinnovo. La proposta del club, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, era annuale, mentre Ausilio avrebbe chiesto un prolungamento più lungo, pari a tre anni oppure alla formula 1+2. La distanza contrattuale ha portato alla scelta di interrompere subito il rapporto, senza però trasformare la separazione in uno scontro pubblico. Il presidente Giuseppe Marotta ha parlato di una decisione maturata nel rispetto della professionalità e del rapporto personale costruito nel tempo.

Baccin promosso: continuità interna per l’area sportiva

Il passaggio a Baccin rappresenta una scelta interna e, allo stesso tempo, una continuità operativa. Il nuovo responsabile dell’area sportiva lavorava già a stretto contatto con la prima squadra e con l’area tecnica, occupandosi anche del percorso di sviluppo collegato alla creazione dell’Under 23. Marotta lo ha presentato come un dirigente che conosce profondamente l’ambiente nerazzurro e che può raccogliere l’eredità del suo predecessore senza una fase di transizione esterna.

Il cambio non modifica soltanto il nome del dirigente incaricato di guidare l’area sportiva, ma chiude una delle fasi più lunghe della storia recente dell’Inter. Nel suo percorso, Ausilio ha ricoperto gli incarichi di segretario, responsabile organizzativo e direttore del settore giovanile, prima di avvicinarsi alla prima squadra nel dicembre 2010. Dal febbraio 2014 era direttore sportivo e responsabile dell’area tecnica, posizione mantenuta fino alla separazione ufficiale del 2 settembre 2026.

Il bilancio sportivo associato al lavoro di Ausilio comprende nove trofei indicati dal club: tre Scudetti, tre Coppe Italia e tre Supercoppe di Serie A. Alla sua gestione viene inoltre collegata la partecipazione a tre finali europee, due di Champions League e una di Europa League. Sono numeri che descrivono la continuità del dirigente attraverso proprietà, allenatori e cicli tecnici differenti, senza ridurre il suo ruolo alla sola attività di mercato.

Per Baccin il primo compito sarà garantire continuità alle attività già impostate dall’area tecnica, mantenendo il collegamento tra prima squadra, scouting e settore giovanile. La promozione arriva infatti all’interno di una struttura che il dirigente conosce già e non coincide con l’arrivo di un profilo esterno. Il nuovo incarico, formalmente definito Chief Sport Officer, dovrà ora tradurre questa conoscenza in responsabilità piena sulle scelte sportive e sul coordinamento dell’area.

L’Inter volta pagina quindi senza interrompere il proprio modello di crescita interna. L’uscita di Ausilio segna la fine di un’era personale durata 28 anni; la promozione di Baccin apre invece una fase nuova, costruita sulla conoscenza diretta dell’organigramma e delle esigenze sportive del club. La verifica concreta arriverà con le prossime decisioni dell’area tecnica, ora chiamata a operare sotto una guida diversa ma già inserita nella struttura nerazzurra.

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