L’addio

Ranieri rompe il silenzio: addio alla Roma per decisione del club

Scritto da Francesco Andriani, 24 Aprile 2026 - Tempo di lettura: 4 minuti

Ranieri lascia la Roma e chiarisce: addio deciso unilateralmente dal club. Il caso apre tensioni con Gasperini e dubbi sul futuro dirigenziale giallorosso

Claudio Ranieri non ha lasciato la Roma per una scelta condivisa, quantomeno per scelta personale. Dopo il comunicato ufficiale del club, l’ex senior advisor ha chiarito pubblicamente che la fine del rapporto è arrivata per una decisione autonoma della società giallorossa. La precisazione è stata affidata all’ANSA, con l’obiettivo dichiarato di tutelare la chiarezza dei fatti e il suo legame con una maglia definita da lui come una seconda pelle.

Ranieri lascia il ruolo di consulente alla Roma in seguito alla rottura con Gasperini.

Ranieri lascia il ruolo di consulente alla Roma in seguito alla rottura con Gasperini.

La Roma, nella propria nota, ha annunciato la conclusione del rapporto con Ranieri ringraziandolo per il contributo dato al club e ricordando il suo intervento in una fase complessa della squadra. Il comunicato, però, non si limita al congedo: la società sottolinea di avere una direzione definita, una leadership ritenuta solida e soprattutto piena fiducia nel percorso tecnico guidato da Gian Piero Gasperini.

La risposta di Ranieri

La replica di Ranieri ha cambiato il peso politico della separazione. L’ex tecnico non ha presentato l’uscita come un passo indietro spontaneo, ma come l’effetto di una volontà societaria. Nello stesso messaggio ha voluto ringraziare la famiglia Friedkin, la squadra, i dipendenti e i tifosi romanisti per l’affetto ricevuto negli anni, chiudendo con un richiamo esplicito alla Roma. Nelle ricostruzioni pubblicate, è stato notato anche il mancato riferimento diretto a Gasperini nei suoi ringraziamenti.

La frattura tra Ranieri e Gasperini non nasce all’improvviso. Secondo le ricostruzioni, il nodo principale riguarda il mercato e la gestione tecnica del progetto. Ranieri aveva sostenuto che gli acquisti fossero stati condivisi con l’allenatore e che nessun giocatore fosse arrivato a Trigoria senza il suo assenso. Nello stesso passaggio aveva ricordato che la Roma aveva valutato più allenatori prima di arrivare a Gasperini, precisando che alla fine la scelta era stata della società.

Il mercato estivo alle origini della frattura

Il tema della campagna acquisti è diventato il punto più delicato. Ranieri aveva respinto l’idea di ridurre il giudizio sul mercato ai nomi più discussi, ricordando anche gli infortuni, le trattative non concretizzate e i vincoli legati al fair play finanziario, che avevano spinto la Roma a muoversi spesso attraverso prestiti. In quella lettura, il progetto avrebbe dovuto accettare una fase di costruzione, soprattutto attraverso giovani da far crescere.

Gasperini, dal canto suo, ha preso le distanze dalla polemica. In conferenza stampa ha affermato di non voler entrare in quella che ha definito una “macchina del fango”, sostenendo di non aver creato problemi e di voler parlare soltanto di calcio. Il tecnico ha anche interpretato il comunicato della Roma come un doppio segnale: fiducia nei suoi confronti e centralità assoluta del club.

L’addio di Ranieri rafforza quindi la posizione di Gasperini dentro la Roma. Sky Sport ha ricostruito che gli attriti tra i due esistevano da tempo, soprattutto sulle strategie di mercato, ma anche su aspetti legati allo staff medico e ai tempi di recupero dagli infortuni. Con l’uscita dell’ex senior advisor, anche la posizione del direttore sportivo Ricky Massara viene descritta come instabile.

La scelta della proprietà appare orientata a privilegiare la stabilità dell’area tecnica rispetto all’equilibrio dirigenziale precedente. Secondo Il Fatto Quotidiano, Ranieri avrebbe immaginato una ricostruzione competitiva ma progressiva, più centrata sui giovani, mentre Gasperini avrebbe desiderato anche profili più pronti ed esperti. La frattura, dopo confronti senza soluzione, avrebbe reso difficile una convivenza ulteriore.

Il distacco è particolarmente pesante per il valore simbolico di Ranieri nella storia romanista. Tornato in panchina nella stagione precedente dopo essere uscito dal ritiro, aveva guidato la squadra fino al quinto posto, mancando la Champions League per un solo punto, prima di passare al ruolo di consigliere della proprietà. Reuters ricorda anche che Ranieri aveva iniziato la carriera da calciatore proprio nella Roma e che quella conclusa ora potrebbe rappresentare l’ultima separazione dal club più legato alla sua storia personale.

Sul futuro resta aperta l’ipotesi azzurra. Nel 2025 Ranieri aveva rifiutato la possibilità di diventare commissario tecnico dell’Italia per restare nella Roma come senior advisor. Ora, secondo le ricostruzioni, potrebbe tornare d’attualità un ruolo in ambito federale, più probabilmente come figura tecnica o dirigenziale che come allenatore in panchina.

La vicenda consegna alla Roma un messaggio netto: il club ha scelto di proseguire con Gasperini e di chiudere l’era Ranieri nella stanza delle decisioni. La separazione, però, non è stata presentata allo stesso modo dalle parti. Per la società è la fine di un rapporto accompagnata da gratitudine e fiducia nel futuro; per Ranieri è una decisione presa unilateralmente dal club, da chiarire davanti ai tifosi per rispetto della verità e del suo legame con la Roma.

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