Milan, le scelte di Amorim: Nkunku verso l’addio, Musah confermato
Il tecnico avrebbe indicato il francese tra i giocatori cedibili e confermato il centrocampista americano nei suoi piani.
Il primo verdetto di Rúben Amorim sul gruppo del Milan porta a una possibile uscita eccellente: Christopher Nkunku sarebbe stato inserito tra i giocatori destinati a lasciare il progetto rossonero, mentre Yunus Musah avrebbe convinto l’allenatore portoghese a restare in rosa. La notizia, emersa il 13 agosto 2026 attraverso indiscrezioni attribuite a Di Marzio e rilanciate da diversi canali vicini all’ambiente milanista, non coincide ancora con un comunicato ufficiale del club.

Il primo verdetto di Rúben Amorim sul gruppo del Milan porta a una possibile uscita eccellente: Christopher Nkunku sarebbe stato inserito tra i giocatori destinati a lasciare il progetto rossonero, mentre Yunus Musah avrebbe convinto l’allenatore portoghese a restare in rosa.
Nkunku, dalla convocazione all’apertura alla cessione
La scelta su Nkunku sorprende soprattutto per la tempistica. Il francese era arrivato al Milan a titolo definitivo dal Chelsea nell’estate 2025 e, nei primi giorni della nuova preparazione, era stato regolarmente coinvolto nel lavoro di Amorim. Il club lo aveva inserito anche nell’elenco dei convocati per la tournée in Australia e Indonesia, disputata tra la fine di luglio e l’inizio di agosto insieme alle amichevoli contro Inter e Chelsea.
Il nome di Nkunku era comparso nella lista dei calciatori a disposizione per il tour nonostante un risentimento muscolare che lo aveva costretto a saltare l’amichevole contro il Celtic del 25 luglio. Lo staff medico aveva scelto la prudenza, senza descrivere l’infortunio come preoccupante. Nei giorni successivi l’attaccante era tornato a lavorare a Milanello, come documentato dalle gallerie ufficiali degli allenamenti del 21 e del 23 luglio.
La posizione del Milan, però, appare ancora diversa da quella di una cessione già definita. Nella comunicazione ufficiale del 26 luglio, Nkunku figurava tra i convocati di Amorim e veniva indicato insieme a Musah nella lista della prima squadra impegnata nella preparazione. Anche il profilo aggiornato della rosa rossonera continua a presentare il francese come attaccante e Amorim come allenatore del Milan.
Per questo il quadro va letto come una decisione tecnica riferita al progetto, non come un trasferimento concluso. Di Marzio ha indicato Nkunku tra i giocatori non ritenuti centrali da Amorim, mentre le ricostruzioni sul centrocampista americano sostengono la direzione opposta: Musah sarebbe apprezzato per le sue qualità atletiche e per la possibilità di utilizzarlo all’interno del nuovo sistema di gioco. La permanenza, tuttavia, non equivale a una conferma definitiva sul mercato finché non arriveranno comunicazioni ufficiali o un accordo con un altro club.
Musah aveva già trovato spazio nelle prime uscite della gestione Amorim. Nel pareggio contro il Celtic, il centrocampista era stato coinvolto nella ripresa e aveva avuto una conclusione respinta dalla difesa scozzese. Il resoconto pubblicato dal Milan aveva sottolineato il lavoro della squadra sul possesso e sulla costruzione dal basso, due aspetti centrali nella fase iniziale del nuovo corso.
L’eventuale uscita di Nkunku aprirebbe comunque un tema di costruzione della rosa. Il Milan dovrebbe valutare una destinazione compatibile con il valore del giocatore e con il suo contratto, oltre a decidere se sostituire direttamente un attaccante capace di occupare più posizioni offensive. Le indiscrezioni circolate nella stessa giornata inseriscono nella lista dei possibili partenti anche altri elementi, tra cui Fikayo Tomori, Youssouf Fofana, Santiago Giménez e Pervis Estupiñán, ma il titolo più netto riguarda proprio Nkunku.
La decisione tecnica di Amorim
La finestra estiva entra così nella fase più delicata per il Milan. Amorim avrebbe completato una prima valutazione dopo il lavoro sul campo e le amichevoli della tournée, ma le scelte dovranno trasformarsi in operazioni concrete. Per Nkunku, al momento, si parla di un’apertura alla cessione e non di una trattativa ufficiale; per Musah, invece, il dato emerso è la volontà tecnica di tenerlo nel gruppo. Entrambi restano quindi al centro delle prossime mosse di mercato, con livelli di certezza differenti.
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