Il crollo

Milan, crollo col Sassuolo: la Champions ora torna una corsa da brividi

Scritto da Manuel Bendoni, 3 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 2 minuti

Il ko di Reggio Emilia lascia il Milan fermo a 67 punti: Allegri chiede responsabilità, mentre Juventus, Como e Roma restano in scia.

Il Milan cade a Reggio Emilia nel momento in cui avrebbe dovuto dare una spallata alla propria stagione. Il 2-0 subito contro il Sassuolo non pesa soltanto per il risultato, ma per il modo: approccio fragile, reazione insufficiente e una corsa alla Champions che torna improvvisamente esposta ai calcoli delle inseguitrici. La squadra di Allegri resta terza, ma il margine non ha più il sapore della sicurezza.

Allegri sulla panchina del Milan

Un avvio sbagliato che cambia subito la partita

La gara prende una piega pericolosa già nei primi minuti, quando Berardi sfrutta l’azione neroverde e colpisce Maignan con il mancino. Il Milan prova a scuotersi con un’occasione di Leao, ma l’espulsione di Tomori al 24′ per doppia ammonizione rende la salita quasi verticale. Da lì in avanti i rossoneri perdono ordine, campo e lucidità, mentre il Sassuolo trova spazi per attaccare con continuità.

Il colpo definitivo arriva in apertura di ripresa, con Laurienté bravo a finalizzare l’azione del raddoppio e a trasformare una gara complicata in una montagna quasi impossibile da scalare. Il Milan non riesce a produrre una risposta credibile: qualche tentativo isolato, poca presenza negli ultimi metri e la sensazione di una squadra che, una volta finita sotto, non trova strumenti tecnici né emotivi per cambiare ritmo.

Allegri prova a proteggere il gruppo, ma il segnale è netto

Nel dopogara Allegri non nasconde la bruttezza del pomeriggio, definendo la partita una delle peggiori del campionato e richiamando il gruppo a non disperdere dieci mesi di lavoro. Il messaggio è chiaro: l’ansia non serve, ma nemmeno l’autoassoluzione. Il Milan deve ritrovare risultati, compattezza e coraggio, perché il vantaggio accumulato nei mesi precedenti non può diventare un alibi mentre la classifica si accorcia.

Il dato più pesante è la fotografia della classifica dopo la 35ª giornata: il Milan resta a 67 punti, davanti alla Juventus a 64, al Como a 62 e alla Roma a 61, con alcune rivali ancora chiamate a completare il proprio turno. In altre parole, il terzo posto esiste ancora, ma non è più una garanzia psicologica. La qualificazione europea resta nelle mani rossonere, però il margine di errore si è assottigliato in modo evidente.

Il Sassuolo conferma la stagione di Grosso

Il merito del Sassuolo non va ridotto alla superiorità numerica. La squadra di Grosso ha interpretato la partita con aggressività, verticalità e fame competitiva, nonostante una salvezza già costruita con largo anticipo e una classifica ormai lontana dalle zone più scomode. Il successo sui rossoneri dà valore al percorso neroverde e conferma la capacità di restare dentro le partite con motivazioni vere, anche quando l’obiettivo primario è già stato messo al sicuro.

La prossima risposta del Milan passerà da San Siro, dove il 10 maggio è in programma la sfida con l’Atalanta. Non sarà soltanto una partita di calendario, ma un esame di nervi, identità e tenuta mentale. Dopo il tonfo del Mapei Stadium, Allegri non deve solo correggere errori tattici: deve impedire che la paura di perdere il traguardo diventi più forte della necessità di andarselo a prendere.

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