Peso diverso

Kalulu, niente sconti dopo la grazia chiesta dalla Juve alla Federazione (come successe per Lukaku)

Scritto da Francesco Andriani, 20 Febbraio 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Kalulu resta squalificato: la FIGC nega la grazia chiesta dalla Juventus dopo l’espulsione in Inter-Juve del 14 febbraio.

La squalifica di Pierre Kalulu resta in piedi. La FIGC, guidata dal presidente Gabriele Gravina, ha fatto sapere alla Juventus che la richiesta di grazia sportiva non verrà accolta. Tradotto in modo semplice, la giornata di stop non viene cancellata e il difensore dovrà fermarsi come previsto.

Soccer Football - Serie A - Inter Milan v Juventus - San Siro, Milan, Italy - February 14, 2026 Juventus' Pierre Kalulu is shown a red card by referee Federico La Penna

Soccer Football – Serie A – Inter Milan v Juventus – San Siro, Milan, Italy – February 14, 2026 Juventus’ Pierre Kalulu is shown a red card by referee Federico La Penna

La scintilla arriva dal Derby d’Italia giocato il 14 febbraio a San Siro. In quella partita Kalulu è stato espulso per doppia ammonizione e tutto ruota attorno al secondo cartellino, arrivato poco prima dell’intervallo dopo un’azione con Alessandro Bastoni che ha trasformato un episodio di campo in un caso di risonanza nazionale.

Secondo la ricostruzione più condivisa, Bastoni è finito a terra simulando platealmente e ha subito “chiamato” l’intervento arbitrale. Le immagini televisive, però, avrebbero lasciato l’idea di un contatto (se c’è stato realmente) non rilevante. Nonostante questo, l’arbitro Federico La Penna ha estratto il secondo giallo che ha fatto scattare il rosso, con la Juventus costretta a giocare in inferiorità numerica per oltre metà gara.

Il nodo VAR e il perché non ha “salvato” l’azione

Qui entra in scena il punto tecnico che ha alimentato la polemica. Il VAR, in situazioni come questa, non può intervenire perché si parla di ammonizione. Anche se è la seconda e porta all’espulsione, resta un cartellino giallo e il protocollo non prevede la revisione video per correggere un eventuale errore di valutazione. È il motivo per cui dalla sala VAR non è arrivata la correzione che molti si aspettavano.

Il percorso disciplinare: giudice sportivo, appello, poi la grazia

La vicenda si è mossa su più livelli.

  • Prima tappa, il giudice sportivo di Serie A ha stabilito una giornata di squalifica per Kalulu dopo l’espulsione maturata nella sfida con l’Inter.
  • Seconda tappa, la Juventus ha presentato reclamo. La Corte Sportiva d’Appello Nazionale a Sezioni Unite ha respinto la richiesta, confermando lo stop e ribadendo che la sanzione deriva dall’espulsione del 14 febbraio.
  • Terza tappa, esaurita la via dell’appello, il club si è rivolto al vertice federale con l’istanza di grazia sportiva. La spinta, in questo passaggio, è stata legata anche alle ammissioni pubbliche di Bastoni sulla dinamica dell’episodio. La FIGC ha comunque deciso di non concedere la grazia e, secondo le ricostruzioni riportate, oltre al merito del singolo caso avrebbe pesato la volontà di non aprire un precedente giudicato delicato da gestire su situazioni di gioco, anche quando molto contestate.

Nel frattempo è arrivata la posizione dello stesso Bastoni. In conferenza e nelle dichiarazioni riportate, il difensore dell’Inter ha chiesto scusa per il gesto, riconoscendo di aver accentuato la caduta. Ha anche giudicato brutta la reazione successiva, soprattutto l’esultanza collegata all’espulsione dell’avversario. Allo stesso tempo, ha contestato la durezza di una parte degli attacchi che gli sono piovuti addosso.

Sul piano pratico, la conseguenza è lineare. Con il no alla grazia, Kalulu resta indisponibile per la partita successiva e la Juventus deve riorganizzare le opzioni difensive senza uno dei suoi elementi chiave, dovendo anche fare a meno di Bremer, acciaccato di Champions.

Non solo campo: altre sanzioni e clima rovente attorno all’arbitro

La storia non si è chiusa con il cartellino. Dopo il match, le tensioni hanno prodotto altri provvedimenti disciplinari. Il giudice sportivo ha sanzionato l’amministratore delegato Damien Comolli con una sospensione fino al 31 marzo e una multa per il confronto nel tunnel con l’arbitro durante l’intervallo. Giorgio Chiellini è stato fermato fino al 27 febbraio per proteste ritenute eccessive e per frasi rivolte agli ufficiali di gara.

Dal lato arbitrale, il designatore Gianluca Rocchi ha ammesso pubblicamente l’errore, definendo chiaramente sbagliata la seconda ammonizione. Nello stesso passaggio ha rimarcato la presenza di una simulazione e ha espresso amarezza per l’impossibilità di usare il VAR per sistemare l’episodio, riaprendo il dibattito su regole e limiti della tecnologia.

A completare il quadro, alcune cronache hanno parlato di un clima pesante attorno a La Penna dopo la partita, con minacce online e l’apertura di una denuncia. Un corollario che ha spostato l’attenzione anche su sicurezza ed escalation verbale quando un errore tecnico diventa miccia fuori dal campo. Il quadro secondo cui alcuni media avrebbero paragonato la squalifica di Kalulu con quella di Lukaku però non regge: dietro la grazia al belga ci sarebbero dei motivi “etici”, mentre rimane ancora dibattuta la posizione del VAR nella gestione dei cartellini gialli, in particolare del secondo cartellino che porterebbe all’espulsione.

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