Juventus, pari amaro col Verona: Vlahovic salva un punto, la Champions resta in bilico
Allo Stadium i bianconeri sprecano l'occasione di agganciare il Milan: Bowie apre, Vlahovic pareggia, Zhegrova colpisce il palo nel finale e ora la Roma può farsi sotto a -1
La Juventus ha avuto davanti una porta spalancata e l’ha attraversata solo a metà. Dopo il tonfo del Milan contro il Sassuolo, i bianconeri potevano agganciare il terzo posto e dare un segnale pesante nella corsa Champions, invece si sono fermati sull’1-1 allo Stadium contro un Verona già retrocesso. Il punto evita il disastro pieno, ma lascia addosso la sensazione di un’occasione enorme sciupata nel momento più delicato della stagione.

Bowie gela lo Stadium, la Juve spreca troppo
Il copione sembra inizialmente favorevole alla squadra di Spalletti, che tiene il pallone, attacca e costruisce diverse situazioni nell’area gialloblù. Conceicao prova più volte ad accendere la manovra, David viene chiuso nei momenti decisivi, Bremer colpisce la traversa e Yildiz non trova la precisione. Poi, al 34′, arriva la doccia fredda: Bradaric serve Bowie, bravo a liberarsi in area e a firmare il vantaggio del Verona.
La reazione juventina arriva nella ripresa, ma non cancella i limiti di una prestazione disordinata e nervosa. Vlahovic, entrato dopo l’intervallo al posto di Thuram, rimette in piedi la gara al 62′ con una punizione che vale l’1-1 e interrompe il rischio di una sconfitta pesantissima. Nel finale la Juventus insiste, Zhegrova centra un palo clamoroso e Montipò resta un riferimento decisivo per un Verona capace di resistere fino all’ultimo.
Spalletti tra rimpianti, ritmo basso e responsabilità
Il pareggio lascia una scia difficile da mascherare, perché la Juventus ha creato abbastanza per vincere ma non ha avuto la pulizia tecnica necessaria per chiudere la partita. Spalletti ha evidenziato il rammarico per le occasioni prodotte e per una gara in cui i bianconeri hanno finito per complicarsi la vita da soli. Il tema non è soltanto il risultato: è la difficoltà di trasformare il dominio territoriale in superiorità vera.
La classifica rende il pareggio ancora più pesante. La Juventus sale a 65 punti, resta quarta e non aggancia il Milan, fermo a quota 67 dopo il ko di Reggio Emilia. Il margine sul Como è di tre lunghezze, mentre la Roma, ancora attesa dalla partita con la Fiorentina, può riaprire ulteriormente la lotta. Il punto conquistato col Verona non basta per blindare nulla: tiene viva la posizione, ma non spegne i pericoli.
Il Verona retrocesso gioca con orgoglio
Il Verona, già aritmeticamente condannato alla Serie B, non ha disputato una partita da squadra rassegnata. La formazione di Sammarco ha sofferto, si è abbassata, ha concesso volume offensivo alla Juventus, ma ha trovato il vantaggio e poi ha difeso il risultato con attenzione e spirito. Proprio questa è la parte più scomoda per i bianconeri: l’avversario non aveva più un obiettivo di classifica, eppure ha mostrato più leggerezza mentale e più lucidità nei momenti chiave.
La Juventus adesso dovrà portarsi dietro il fastidio di questo pari e trasformarlo in urgenza, non in paura. Nel prossimo turno i bianconeri affronteranno il Lecce, un’altra gara che non ammette distrazioni se l’obiettivo resta la qualificazione alla prossima Champions League. Il problema è semplice e brutale: a tre giornate dalla fine, non conta più raccontare le occasioni create, ma vincere le partite che una squadra da Champions deve vincere.
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