La prima vera Juventus di Spalletti schianta il Napoli e aspetta la sfida tra Roma e Milan
In una sfida sentita e pesante per la zona alta, la Juventus parte forte, colpisce al momento giusto, regge la reazione del Napoli e dilaga nell’ultimo quarto d’ora
Nella 22ª giornata di Serie A, giocata domenica 25 gennaio 2026 all’Allianz Stadium di Torino, la Juventus supera il Napoli con un netto 3-0. A firmare il risultato sono Jonathan David al 22’, Kenan Yildiz al 77’ e Filip Kostic all’86’. Non sappiamo ancora quanto si possa parlare di Juventus spallettiana, ma bisogna considerare che non c’è stata partita, se togliamo l’inizio del secondo tempo quando i bianconeri hanno cercato di abbassare il ritmo partita. Il Napoli, dalla sua e Antonio Conte in particolare, possono reclamare una coperta corta in panchina, ma per chi deve difendere il titolo di Campione d’Italia presentarsi in questo modo a Torino lascia il tempo che trova, ossia una meritata sconfitta.
Il successo porta i bianconeri a 42 punti, a una sola lunghezza dal Napoli (43), e li riassegna come in piena corsa per l’alta classifica, avendo agganciato il quarto posto in attesa di altri risultati. Davanti resta l’Inter a 52, seguita dal Milan a 46: per il Napoli, che scivola a 9 punti dalla vetta, diventa prioritario difendere la zona Champions in un gruppo ravvicinato che comprende anche Roma e Como.

McKennie incursore è forse la mossa segreta di Spalletti per questo spettacolare Juventus-Napoli. Il 3-0, costruito tra intensità, duelli vinti e gestione dei momenti, riapre la corsa alle posizioni di vertice e complica il cammino di un Napoli segnato da assenze e fatica.
Scelte iniziali e piano partita: continuità dopo l’Europa
Nonostante gli impegni di Champions, entrambi gli allenatori confermano l’impostazione precedente. Spalletti riparte dall’undici visto nella ripresa contro il Benfica, con McKennie pronto agli inserimenti e Conceição ad allargare il gioco a destra. Conte mantiene l’assetto della trasferta di Copenhagen, con l’eccezione di Meret, tornato titolare dopo quattro mesi per il problema muscolare che aveva colpito Milinkovic-Savic alla vigilia.
Sul piano delle marcature, Conte affida a Juan Jesus il compito su David, a Di Lorenzo quello su Yildiz, mentre Buongiorno deve controllare le sortite di McKennie. La Juventus, pur schierata con un impianto che richiama il 3-4-2-1, in diversi momenti si muove come un 3-4-3.
Nella prima parte di gara è il Napoli a gestire il possesso con ritmo contenuto per “intrappolare” le uscite juventine, ma la manovra produce poco: gli sviluppi risultano più efficaci a sinistra, mentre a destra il gioco fatica a decollare. Quando la Juventus riesce a salire con la riaggressione alta, soprattutto stringendo attorno a Lobotka, la partita cambia faccia: in circa venti minuti arrivano conclusioni e situazioni pericolose con Conceição, McKennie e Thuram, che colpisce anche un legno.
Il gol che apre la partita: David al 22’
Il vantaggio nasce al 22’: poco prima Yildiz aveva messo un pallone invitante in area senza trovare la deviazione decisiva, poi l’azione prosegue e Locatelli serve David, che vince un duello con Spinazzola e batte Meret in uscita. Per l’attaccante canadese è anche un segnale dopo lo stop legato all’arrivo di En-Nesyri.
Dopo lo 0-1, il Napoli accusa il colpo e rischia di capitolare subito: Buongiorno evita il raddoppio respingendo sulla linea una conclusione ravvicinata di Conceição, arrivata ancora da una giocata di Yildiz.
Nel primo tempo emerge anche uno straripante Thuram, protagonista di progressioni che spezzano le linee avversarie. Il Napoli, invece, produce soprattutto proteste: vengono chiesti interventi arbitrali per contatti in area (tra cui un episodio con Bremer su Højlund e un altro con Kalulu su Elmas). C’è inoltre una richiesta di controllo su un presunto fallo ai danni di Di Lorenzo all’inizio dell’azione del gol, ma dopo verifica la rete viene confermata.
Un dettaglio statistico sottolinea la portata del momento: la Juventus torna a segnare nel primo tempo in casa contro il Napoli in campionato per la prima volta dal 7 aprile 2021.
Ripresa: Napoli in avanti, ma senza vera pericolosità con la Juventus equilibrata
Dopo l’intervallo gli azzurri provano ad alzare il baricentro e a spingere, ma senza costruire occasioni realmente pulite: Bremer regge i duelli con Højlund, McTominay non riesce a incidere, Elmas non trova la giocata risolutiva e Di Gregorio vive una ripresa senza interventi determinanti. A circa mezz’ora dalla fine, Spalletti ritocca l’assetto passando a un 4-4-2 con gli ingressi di Kostic e Cabal al posto di Cambiaso e Conceição. La variazione aiuta a contenere le sovrapposizioni e, soprattutto, coincide con un calo dell’intensità del pressing napoletano.
Conte risponde inserendo Giovane (neoarrivato) e Beukema, ma la partita, in quel momento, ha già preso una direzione più favorevole alla Juventus.
Il raddoppio arriva al 77’ su un episodio decisivo: Juan Jesus sbaglia un passaggio che finisce sui piedi di Miretti, entrato da poco, e l’azione porta Yildiz davanti alla porta per il 2-0.
All’86’ la Juventus completa l’opera: Kostic, schierato sulla destra, trova il varco e supera Meret con un sinistro preciso dalla distanza, fissando il 3-0 e accompagnando la serata verso la festa dello Stadium.
Gli ospiti faticano a rendersi davvero minacciosi per gran parte della gara. Nel finale entra Lukaku, al rientro dopo un’assenza lunga dall’ultima notte scudetto, ma non riesce a capitalizzare un pallone favorevole in area per quello che sarebbe stato il gol della bandiera.
| Statistica | Juventus | Napoli |
|---|---|---|
| Risultato | 3 | 0 |
| Marcatori (minuto) | David 22’, Yildiz 77’, Kostic 86’ | — |
| Possesso palla | 42% | 58% |
| xG (Expected Goals) | 1,09 | 0,73 |
| Tiri totali | 12 | 9 |
| Grandi occasioni (“big chances”) | 3 | 0 |
| Ammoniti | Yildiz | Juan Jesus, Vergara |
Numeri e disciplina: possesso azzurro, chance bianconere
Le statistiche sintetiche raccontano un Napoli con più palla ma una Juventus più concreta nelle opportunità: possesso 42%-58%, xG 1,09–0,73, tiri 12–9, e grandi occasioni 3–0 per i bianconeri. Sul fronte cartellini, risultano ammoniti Yildiz, Juan Jesus e Vergara. La gara si sviluppa con un’impostazione “a specchio” in 3-4-2-1.
La Juventus parte con Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceição, Yildiz; David. Il Napoli risponde con Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus, Buongiorno; Gutiérrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Højlund.
Nel dopo partita, Yildiz sottolinea la qualità collettiva della prestazione, la soddisfazione per gol e assist, e il clima creato con il pubblico, descritto come un rapporto “di famiglia”. Thuram parla di condizione fisica positiva e di un successo costruito dal gruppo, aggiungendo la gioia per la presenza in tribuna del padre Lilian e del fratello Marcus, alla sua prima volta allo Stadium per vederlo dal vivo.
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