Paolini si ferma a Roma: tre match point non bastano, Mertens firma la rimonta ed elimina la campionessa in carica
La campionessa 2025 cede al terzo turno dopo tre match point mancati nel secondo set
Jasmine Paolini saluta gli Internazionali d’Italia già al terzo turno, nel modo più doloroso per chi aveva iniziato la giornata con l’obiettivo di difendere il titolo conquistato un anno fa. La numero 9 del seeding si è arresa a Elise Mertens, testa di serie numero 21, con il punteggio di 4-6 7-6(5) 6-3 dopo una battaglia di circa due ore e quaranta minuti, segnata dai tre match point non trasformati dall’azzurra nel secondo set.

Il risultato spalanca a Mertens la porta degli ottavi, dove la belga attende la vincente tra Mirra Andreeva e Viktorija Golubic, mentre per Paolini il Foro Italico diventa il teatro di una frenata pesante. L’azzurra arrivava da un esordio faticoso contro Leolia Jeanjean e contro Mertens ha avuto per larghi tratti il match in mano, senza però riuscire a chiuderlo quando la partita sembrava pronta a girare definitivamente dalla sua parte.
Un primo set costruito con ordine
La partenza aveva raccontato un equilibrio molto più favorevole a Paolini di quanto lasci pensare l’epilogo. Mertens ha trovato il primo strappo nel quinto game, salendo 3-2, ma la reazione italiana è stata immediata: controbreak, maggiore aggressività da fondo e gestione più lucida degli scambi. Sul 5-4, con la belga al servizio per restare nel parziale, Paolini ha sfruttato le incertezze dell’avversaria e ha chiuso 6-4, dando l’impressione di poter indirizzare la sfida.
Il nodo dei tre match point
Il secondo set è stato il vero spartiacque. Paolini è scivolata sotto 0-2, poi ha cambiato passo fino al 4-2 con quattro game consecutivi che sembravano averle restituito controllo e fiducia. Mertens, però, è rientrata fino al 4-4 e sul 6-5 l’italiana ha avuto tre match point in risposta: tre occasioni enormi, tutte evaporate prima del tie-break vinto dalla belga 7-5, momento che ha rimesso in piedi una partita quasi compromessa.
Da quel passaggio è cambiato soprattutto il peso emotivo del match. Mertens è rimasta aggrappata alla partita, trovando soluzioni utili con il rovescio lungolinea e una resa al servizio più continua nei momenti delicati. Paolini, al contrario, ha iniziato a forzare alcune scelte, mostrando fretta e frustrazione nei punti di maggiore tensione: una somma di dettagli che, su terra rossa e in una sfida così tirata, ha finito per pesare più della qualità espressa a tratti.
Terzo set e conseguenze nel ranking
Nel parziale decisivo Mertens ha capitalizzato l’inerzia psicologica appena conquistata. La belga ha trovato il break sul 2-1, ha subito una reazione dell’azzurra, ma è tornata avanti nel cuore del set fino al 5-2, prima di chiudere al servizio. Anche i numeri ufficiali spiegano la differenza sottile ma concreta: Mertens ha convertito 5 palle break su 8, contro il 5 su 11 di Paolini, e ha chiuso con 105 punti complessivi contro 101. La sconfitta non resta confinata al tabellone romano, perché incide anche sulla classifica. Paolini, gravata dai punti del titolo 2025 non difesi, è destinata a uscire dalla Top 10 WTA: diverse ricostruzioni indicano un arretramento fino alla tredicesima posizione. Per Mertens, invece, il successo ha un valore doppio, perché arriva contro una top 10 e rilancia il suo torneo dopo una rimonta costruita più sulla resistenza che sulla brillantezza assoluta.
Un contesto pesante dopo il 2025
Il peso della caduta aumenta se inserito nel percorso dell’ultimo anno. Nel 2025 Paolini aveva trasformato Roma in una pagina storica, battendo Coco Gauff 6-4 6-2 e diventando la prima italiana a vincere il torneo femminile dopo quarant’anni. L’avvio dell’edizione 2026, però, aveva già mostrato segnali di fatica: contro Jeanjean era servita una rimonta in tre set, in un match lungo e nervoso, prima della sfida poi persa con Mertens.
Resta una sconfitta difficile da archiviare, non solo per il punteggio ma per la dinamica: Paolini ha avuto la partita sulla racchetta, ha giocato un primo set convincente e ha costruito tre possibilità per chiuderla nel secondo, prima di smarrire lucidità e fiducia. Mertens, senza dominare, ha fatto la cosa più importante nei pomeriggi complicati: è rimasta dentro il match, ha aspettato la crepa e l’ha trasformata in una vittoria pesante.
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