Il ritorno

Mercedes torna da titolo in F1: non era così competitiva dal dominio del 2021

Scritto da Francesco Andriani, 4 Maggio 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo Miami la Mercedes comanda il Mondiale Costruttori con 180 punti: Antonelli e Russell hanno riaperto un ciclo che mancava dal 2021.

La risposta, guardando i numeri e non soltanto le sensazioni, è abbastanza netta: una Mercedes così competitiva non si vedeva dal 2021. Dopo il GP di Miami 2026, la squadra di Brackley guida il Mondiale Costruttori con 180 punti, davanti a Ferrari e McLaren, e ha aperto la stagione con una continuità che mancava dalla fine dell’era del dominio ibrido. Il dato più forte è il controllo del campionato: Kimi Antonelli e George Russell sono primo e secondo anche nella classifica Piloti.

La nuova Mercedes 2026

Il riferimento è il 2021: cinque anni sul calendario

Per trovare una Mercedes realmente da titolo bisogna tornare al 2021, l’ultima stagione chiusa con il Mondiale Costruttori vinto dalla scuderia anglo-tedesca. Da allora sono passate quattro annate complete senza un vero controllo del campionato e, sul calendario, cinque anni. Nel 2022 Mercedes finì terza, nel 2023 seconda ma lontanissima da Red Bull, nel 2024 quarta e nel 2025 ancora seconda, però dietro a una McLaren nettamente superiore per punti e continuità.

Il passaggio storico è importante perché il 2021 chiudeva il ciclo degli otto titoli Costruttori consecutivi, iniziato nel 2014 e diventato il simbolo della Formula 1 turbo-ibrida. Le nuove regole tecniche del 2022 avevano spezzato quel meccanismo: la W13 nacque lontana dalla vetta, Russell vinse soltanto una gara e Hamilton rimase senza successi per la prima volta in carriera. Da quel momento Mercedes era rimasta competitiva a tratti, ma non più riferimento assoluto.

Il 2026 ha cambiato la prospettiva

La partenza del 2026 ha riportato Mercedes in una dimensione che non è più da semplice inseguitrice. Dopo quattro GP, la classifica ufficiale dei team dice 180 punti per le Frecce d’Argento, 110 per Ferrari, 94 per McLaren e 30 per Red Bull. Significa +70 sulla prima rivale, +86 sulla McLaren campione in carica e +150 sulla squadra che aveva dominato la prima fase del nuovo regolamento. È un margine pesante, soprattutto perché costruito in poche gare.

Il rendimento gara per gara rende ancora più chiara la svolta: Mercedes ha raccolto 43 punti in Australia, 55 in Cina, 37 in Giappone e 45 a Miami. Non sono fiammate isolate, ma un andamento costante che tiene insieme velocità pura, punti pesanti con entrambe le macchine e capacità di massimizzare anche i weekend più complicati. Se nel 2024 e nel 2025 la squadra aveva spesso vissuto di picchi, il 2026 mostra una struttura da campionato.

Antonelli e Russell: coppia da titolo, non è solo macchina a essere veloce

Il simbolo della nuova Mercedes è Kimi Antonelli, già leader del Mondiale con 100 punti dopo Miami. L’italiano ha vinto in Cina, Giappone e Miami, trasformando tre pole in tre successi e diventando il volto più sorprendente della stagione. A 19 anni ha dato alla squadra non soltanto velocità, ma anche un riferimento emotivo e tecnico. La vittoria in Florida, arrivata davanti a Lando Norris e Oscar Piastri, ha confermato che non si tratta più di promessa: Antonelli sta già correndo da candidato al titolo.

L’altro lato del progetto è Russell, secondo nel Mondiale con 80 punti e fondamentale per trasformare la velocità della vettura in classifica Costruttori. La forza Mercedes, rispetto ad altre stagioni recenti, sta proprio nel rendimento della coppia: non una macchina forte affidata a un solo pilota, ma due monoposto stabilmente nella zona altissima. A Miami Russell ha chiuso quarto, limitando i danni in una gara meno pulita, mentre Antonelli ha portato a casa il successo pieno.

Le rivali sono vicine, ma non abbastanza

Il weekend di Miami ha mostrato che la Mercedes non è invulnerabile: McLaren ha vinto la Sprint con Norris, Ferrari e Red Bull hanno avuto lampi di competitività e lo stesso Antonelli ha dovuto gestire una gara strategicamente delicata. Però la differenza rispetto agli anni difficili è nella risposta complessiva. Anche quando non domina ogni sessione, Mercedes porta punti, resta davanti nei momenti chiave e impedisce alle rivali di trasformare la prestazione del singolo weekend in un vero cambio di inerzia.

Perché oggi si può parlare davvero di ritorno alla leadership?

La competitività attuale non va confusa con il dominio assoluto del periodo 2014-2021, perché la stagione è ancora giovane e lo sviluppo tecnico può cambiare gerarchie in fretta. Ma la domanda iniziale ha una risposta precisa: da cinque anni, cioè dall’ultima Mercedes campione Costruttori del 2021, non si vedeva una squadra così pronta a comandare entrambe le classifiche. Il 2026 non ha ancora assegnato titoli, ma ha già restituito alla Formula 1 una Mercedes di nuovo centrale.

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